16 Jan

Lettera al Presidente Mattarella

Odio gli indifferenti…l’indifferenza è abulia,è parassitismo,è vigliaccheria,perciò odio gli indifferenti (cit.A.Gramsci)
Brutta parola “odio “,ma ancor di più lo è “indifferenti”, specie per chi questa indifferenza è costretto a subirla.Quello che appresso vado a raccontarvi è una storia privata,un pugno nello stomaco come lo possono essere le foto che riguardano bambini che scappano tra le macerie di una guerra,che non vorremmo mai vedere ma che fanno purtroppo parte della nostra realtà quotidiana.Una storia che non vuole suscitare pietà ma solo indignazione e che dovrebbe far vergognare chi ha il potere di intervenire ed è indifferente.Qui la politica c’entra marginalmente,è una storia di uomini che fingono di non vedere e di diritti negati.Alla fine del percorso di indifferenza ci sono due strade:la rassegnazione e la denuncia civile;io ho scelto la seconda senza pensarci ,anche se sarò costretto a mettere in piazza una vicenda personale e dolorosa,la pubblicazione della lettera che ho inviato prima di Natale al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e per conoscenza a tutta una serie di persone ;amministratori a livello locale e regionale che si sono voltate dall’altra parte per non vedere:

Al Presidente della Repubblica Italia ,Onorevole Sergio Mattarella

e p.c.

Assessore alle Politiche Sociali Regione Campania

Responsabile Segreteria Presidente Regione Campania

Capo Gabinetto Presidente Regione Campania

Dirigente Politiche Sociali Responsabile Comunicazione Politiche Sociali

Sindaco Comune di Giugliano in Campania

Direzione Generale ASL Napoli 2 nord

Gentile Signor Presidente,mi chiamo Vincenzo Fiorenza vivo a Giugliano in Campania a pochi chilometri da Napoli ,città dove sono nato.Genitore di Daniele ,un ragazzo di 22 anni affetto da una grave e più che rara malattia genetica;sindrome di Keppens e Lubinsky che lo costringe a una vita pressochè vegetativa(w w w . d a n i e l e f i o r e n z a . c o m).Daniele ha frequentato fino a maggio 2015 la scuola nei vari ordini e gradi ,durante i quali ha stabilito con i vari insegnati e alunni che si sono succeduti negli anni , un meraviglioso rapporto di affetto e attenzione,tanto da poter dire che per lui la scuola è stata un’isola felice.Grazie soprattutto a una dirigente scolastica (la dott.ssa Renata Scala),che anche con scarse disponibilità economiche è riuscita a gestire una criticità come la presenza di un disabile così grave nell’ambito scolastico.Ma le cose belle poi finiscono,quelle due o tre ora al mattino che per Daniele erano la vita,non è stato possibile sostituirle come normale che fosse, con l’ingresso in un semiconvitto.Daniele per vivere ha bisogno di assistenza continua,non essendo in grado di poter fare alcunchè,è non autosufficiente e questo paradossalmente ne ostacola la collocazione in una struttura adeguata ,che essendo di natura privata convenzionata non considera economicamente conveniente prenderlo in carico.Questa è l’amara realtà,più stai male e più sei emarginato.Preciso che quelle ore che al mattino Daniele passava fuori casa ,servivano a mantenergli desta l’attenzione che nel corso degli anni è andata sempre più scemando e ora che non esce più si sta spegnendo.Frequenta un centro di riabilitazione in cui fa idroterapia per un ora al giorno,ma non basta.Gli mancano le voci delle persone,quell’impegno giornaliero che l’obbligava ad uscire la mattina.Io cerco di fare il possibile ,ma anche per me l’età avanza e quello che facevo prima diventa sempre più difficile,considerando che anche mia moglie è una disabile grave.Ogni giorno dobbiamo lottare per non rassegnarci,sembra che le Istituzioni preposte facciano a gara a metterci in difficoltà (ISEE,mancanza di strutture,indifferenza,burocrazia).Mi sono rivolto a Lei perchè ho visto che si è esposto a difendere il mondo della disabilità nei suoi interventi,ma evidente i governi centrali e periferici hanno troppo da fare per occuparsi di noi.Ho provato a scrivere anche agli organi della mia regione,ma inutilmente.Una sola risposta dell’Assessore alle politiche Sociali della Regione Campania che lasciava ben sperare e poi il silenzio.E’ un anno che ho una richiesta di semiconvitto prescritta dal medico ASL ,ma i tagli oltre a quelli delle varie leggi di Stabilità,anche quelli della Regione Campania,in materia di Sanità e Politiche Sociali ,hanno ridotto al lumicino i posti disponibili e quando ci sono non prendono Daniele per i motivi che Le ho esposto in precedenza.

Mi viene lo sconforto se penso alle tante difficoltà che deve affrontare Daniele con me in vita che lo seguo passo passo,figuriamoci il giorno che non ci sarò più.

E poi si parla di difesa della vita,ma quale?

Di società civile,ma quale?

Spero di non averLa tediata con la mia lettera e che continuerà a difendere e parlare dei disabili, dei loro problemi.

La saluto e Le invio gli auguri di buon Natale

Vincenzo Fiorenza